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enrico chiolo
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MCP (Model Context Protocol)

Il protocollo che standardizza l'accesso delle applicazioni AI a strumenti e dati: architettura, versione stateless, sicurezza e server per l'ecosistema Google.

Percorso di studio

L'ordine di lettura consigliato per studiare l'argomento, non il singolo articolo. Le spunte restano salvate in questo browser.

  1. 1. Model Context Protocol

    Le fondamenta: cos'è il protocollo, il problema N×M che risolve e l'architettura host/client/server.

  2. 2. Host MCP

    Il terzo partecipante della triade: l'applicazione AI che coordina i client.

  3. 3. Client MCP

    La connessione con un singolo server e il punto di controllo della sicurezza.

  4. 4. Server MCP

    Ciò che espone tool, resource e prompt, in locale o da remoto.

  5. 5. Primitive MCP

    Le unità di ogni integrazione: tool, resource e prompt, più l'elicitation lato client.

  6. 6. Trasporto MCP

    Come viaggiano i messaggi: stdio in locale, Streamable HTTP da remoto.

  7. 7. MCP stateless (spec 2026-07-28)

    L'evoluzione MCP 2.0: la spec 2026-07-28 che ha reso il protocollo stateless. Fondamentale per capire il presente.

  8. 8. Ecosistema MCP

    Dove si trovano i server e con cosa se ne costruiscono di nuovi: registro, SDK, FastMCP.

  9. 9. Estensioni MCP

    Il framework per estendere il protocollo: Tasks, MCP Apps, EMA.

  10. 10. Task MCP

    L'estensione per i lavori a lunga esecuzione, con handle durevole e polling dello stato.

  11. 11. Sicurezza di MCP

    I rischi dell'accesso ai tool e i controlli: da leggere prima di collegare qualsiasi server.

  12. 12. Limiti di MCP

    Cosa standardizza MCP e quali funzioni, come trigger e memoria, spettano invece all'host.

  13. 13. GA4 MCP Server

    Il primo caso d'uso concreto: il server ufficiale di GA4, locale e in sola lettura.

  14. 14. Google Ads MCP Server

    Il server ufficiale della Google Ads API: in sola lettura, gestito in proprio e basato su query GAQL.

  15. 15. GTM MCP Server (Stape)

    Il caso che rompe lo schema: può scrivere sul container, e richiede i sei controlli.

  16. 16. A2A

    Il protocollo complementare: la delega tra agenti, dopo l'accesso ai tool.

Il Model Context Protocol (MCP) standardizza il modo in cui un’applicazione AI accede a strumenti e dati esterni. Anthropic lo ha presentato nel novembre 2024 per ridurre il numero di integrazioni su misura tra applicazioni e servizi. Dal dicembre 2025 il progetto è governato dalla Agentic AI Foundation della Linux Foundation.

Il portale parte dall’architettura del protocollo e dalla versione stateless del 28 luglio 2026. Passa poi alla sicurezza, ai limiti e ai server usati nel tracking e nell’advertising. Una distinzione attraversa tutto il percorso: MCP definisce come un host parla con un tool, ma non decide quando avviare il lavoro. Trigger, schedulazione e memoria dipendono dall’applicazione che usa il protocollo.

Il protocollo

  • Model Context Protocol — il protocollo: il problema N×M, l’architettura host/client/server, la storia e la governance. Punto di partenza consigliato.
  • Primitive MCP — le unità di ogni integrazione: tool, resource e prompt lato server, elicitation lato client.
  • Trasporto MCP — come viaggiano i messaggi: stdio in locale, Streamable HTTP da remoto, routing basato su header.
  • MCP stateless (spec 2026-07-28) — la trasformazione in protocollo request/response stateless, “MCP 2.0”, con MRTR ed elicitation.

Architettura

  • Host MCP — l’applicazione AI che coordina i client: Claude Desktop, Claude Code, VS Code, Cursor.
  • Client MCP — la connessione con un singolo server, la scoperta dei tool e il punto di controllo della sicurezza.
  • Server MCP — il programma che espone tool, resource e prompt di un sistema esterno, in locale o da remoto.

Estensioni

  • Estensioni MCP — il framework per estendere il protocollo oltre il core: Tasks, MCP Apps, EMA.
  • Task MCP — l’estensione per i lavori a lunga esecuzione: handle durevole, polling dello stato, risultati a termine.

Sicurezza e limiti

  • Sicurezza di MCP — i sei rischi dell’accesso ai tool, la trifecta di Willison, l’autenticazione e i contratti dei gateway enterprise.
  • Limiti di MCP — la “porta, non lavoratore”: i confini di design del protocollo e dei server Google.
  • Agentgateway — il gateway open source della Agentic AI Foundation e i suoi tre contratti di sicurezza.

Ecosistema e sviluppo

  • Ecosistema MCP — registro dei server, SDK ufficiali, FastMCP e strumenti di debug.

MCP nel tracking e nell’advertising

  • GA4 MCP Server — il server ufficiale di Google Analytics: locale, sperimentale e in sola lettura.
  • Google Ads MCP Server — il server ufficiale della Google Ads API: gestito in proprio, in sola lettura e basato su GAQL.
  • GAQL — il linguaggio di interrogazione della Google Ads API, il cuore del tool search.
  • GTM MCP Server (Stape) — il server di Stape per GTM, l’unico che può scrivere sul container.
  • Stape — l’azienda che fornisce server MCP hosted per il tracking, in contrapposizione ai server Google self-hosted.

Attori e protocolli vicini

  • Agentic AI Foundation — il fondo della Linux Foundation che governa MCP dal dicembre 2025.
  • David Soria Parra — co-inventore di MCP e lead maintainer della spec 2026-07-28.
  • Simon Willison — la voce critica e il costruttore di client e server MCP.
  • Skills (Claude) — l’alternativa di Anthropic, in parte concorrente, basata su istruzioni e risorse.
  • Agent loop — la struttura fondamentale dell’agente: il ciclo che MCP fornisce di tool.
  • A2A — il protocollo complementare: la delega di un task da un agente a un altro.

In arrivo

Nel cluster privato restano approfondimenti non ancora pubblicati: l’autorizzazione in dettaglio (OAuth, DCR e CIMD), già trattata nella voce sulla sicurezza; le sezioni più minute di registro, SDK e Inspector, già coperte dall’ecosistema; e i precedenti protocollari come ACP, confluito in A2A. Verranno pubblicati quando le voci private corrispondenti matureranno.

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