MCP (Model Context Protocol)
Il protocollo che standardizza l'accesso delle applicazioni AI a strumenti e dati: architettura, versione stateless, sicurezza e server per l'ecosistema Google.
Percorso di studio
L'ordine di lettura consigliato per studiare l'argomento, non il singolo articolo. Le spunte restano salvate in questo browser.
Percorso di studio
- 1. Model Context Protocol
Le fondamenta: cos'è il protocollo, il problema N×M che risolve e l'architettura host/client/server.
- 2. Host MCP
Il terzo partecipante della triade: l'applicazione AI che coordina i client.
- 3. Client MCP
La connessione con un singolo server e il punto di controllo della sicurezza.
- 4. Server MCP
Ciò che espone tool, resource e prompt, in locale o da remoto.
- 5. Primitive MCP
Le unità di ogni integrazione: tool, resource e prompt, più l'elicitation lato client.
- 6. Trasporto MCP
Come viaggiano i messaggi: stdio in locale, Streamable HTTP da remoto.
- 7. MCP stateless (spec 2026-07-28)
L'evoluzione MCP 2.0: la spec 2026-07-28 che ha reso il protocollo stateless. Fondamentale per capire il presente.
- 8. Ecosistema MCP
Dove si trovano i server e con cosa se ne costruiscono di nuovi: registro, SDK, FastMCP.
- 9. Estensioni MCP
Il framework per estendere il protocollo: Tasks, MCP Apps, EMA.
- 10. Task MCP
L'estensione per i lavori a lunga esecuzione, con handle durevole e polling dello stato.
- 11. Sicurezza di MCP
I rischi dell'accesso ai tool e i controlli: da leggere prima di collegare qualsiasi server.
- 12. Limiti di MCP
Cosa standardizza MCP e quali funzioni, come trigger e memoria, spettano invece all'host.
- 13. GA4 MCP Server
Il primo caso d'uso concreto: il server ufficiale di GA4, locale e in sola lettura.
- 14. Google Ads MCP Server
Il server ufficiale della Google Ads API: in sola lettura, gestito in proprio e basato su query GAQL.
- 15. GTM MCP Server (Stape)
Il caso che rompe lo schema: può scrivere sul container, e richiede i sei controlli.
- 16. A2A
Il protocollo complementare: la delega tra agenti, dopo l'accesso ai tool.
Il Model Context Protocol (MCP) standardizza il modo in cui un’applicazione AI accede a strumenti e dati esterni. Anthropic lo ha presentato nel novembre 2024 per ridurre il numero di integrazioni su misura tra applicazioni e servizi. Dal dicembre 2025 il progetto è governato dalla Agentic AI Foundation della Linux Foundation.
Il portale parte dall’architettura del protocollo e dalla versione stateless del 28 luglio 2026. Passa poi alla sicurezza, ai limiti e ai server usati nel tracking e nell’advertising. Una distinzione attraversa tutto il percorso: MCP definisce come un host parla con un tool, ma non decide quando avviare il lavoro. Trigger, schedulazione e memoria dipendono dall’applicazione che usa il protocollo.
Il protocollo
- Model Context Protocol — il protocollo: il problema N×M, l’architettura host/client/server, la storia e la governance. Punto di partenza consigliato.
- Primitive MCP — le unità di ogni integrazione: tool, resource e prompt lato server, elicitation lato client.
- Trasporto MCP — come viaggiano i messaggi: stdio in locale, Streamable HTTP da remoto, routing basato su header.
- MCP stateless (spec 2026-07-28) — la trasformazione in protocollo request/response stateless, “MCP 2.0”, con MRTR ed elicitation.
Architettura
- Host MCP — l’applicazione AI che coordina i client: Claude Desktop, Claude Code, VS Code, Cursor.
- Client MCP — la connessione con un singolo server, la scoperta dei tool e il punto di controllo della sicurezza.
- Server MCP — il programma che espone tool, resource e prompt di un sistema esterno, in locale o da remoto.
Estensioni
- Estensioni MCP — il framework per estendere il protocollo oltre il core: Tasks, MCP Apps, EMA.
- Task MCP — l’estensione per i lavori a lunga esecuzione: handle durevole, polling dello stato, risultati a termine.
Sicurezza e limiti
- Sicurezza di MCP — i sei rischi dell’accesso ai tool, la trifecta di Willison, l’autenticazione e i contratti dei gateway enterprise.
- Limiti di MCP — la “porta, non lavoratore”: i confini di design del protocollo e dei server Google.
- Agentgateway — il gateway open source della Agentic AI Foundation e i suoi tre contratti di sicurezza.
Ecosistema e sviluppo
- Ecosistema MCP — registro dei server, SDK ufficiali, FastMCP e strumenti di debug.
MCP nel tracking e nell’advertising
- GA4 MCP Server — il server ufficiale di Google Analytics: locale, sperimentale e in sola lettura.
- Google Ads MCP Server — il server ufficiale della Google Ads API: gestito in proprio, in sola lettura e basato su GAQL.
- GAQL — il linguaggio di interrogazione della Google Ads API, il cuore del tool
search. - GTM MCP Server (Stape) — il server di Stape per GTM, l’unico che può scrivere sul container.
- Stape — l’azienda che fornisce server MCP hosted per il tracking, in contrapposizione ai server Google self-hosted.
Attori e protocolli vicini
- Agentic AI Foundation — il fondo della Linux Foundation che governa MCP dal dicembre 2025.
- David Soria Parra — co-inventore di MCP e lead maintainer della spec 2026-07-28.
- Simon Willison — la voce critica e il costruttore di client e server MCP.
- Skills (Claude) — l’alternativa di Anthropic, in parte concorrente, basata su istruzioni e risorse.
- Agent loop — la struttura fondamentale dell’agente: il ciclo che MCP fornisce di tool.
- A2A — il protocollo complementare: la delega di un task da un agente a un altro.
In arrivo
Nel cluster privato restano approfondimenti non ancora pubblicati: l’autorizzazione in dettaglio (OAuth, DCR e CIMD), già trattata nella voce sulla sicurezza; le sezioni più minute di registro, SDK e Inspector, già coperte dall’ecosistema; e i precedenti protocollari come ACP, confluito in A2A. Verranno pubblicati quando le voci private corrispondenti matureranno.
Editoriali dalla wiki