Model Context Protocol
Il protocollo aperto che standardizza l'accesso di un agente AI a strumenti e dati esterni, dal problema N×M alla donazione alla Agentic AI Foundation.
Model Context Protocol (MCP) è un protocollo aperto che standardizza il modo in cui un’applicazione AI accede a strumenti e dati esterni. Anthropic lo ha annunciato il 25 novembre 2024 su idea di David Soria Parra e Justin Spahr-Summers.1 Il 9 dicembre 2025 il progetto è passato alla Agentic AI Foundation della Linux Foundation.2
Il problema che risolve
Senza uno standard comune, ogni applicazione AI deve imparare separatamente come autenticarsi con un servizio, inviargli richieste e leggerne le risposte. Con N applicazioni e M servizi possono servire fino a N×M integrazioni diverse.
MCP riduce il problema. Ogni applicazione implementa il protocollo una volta e ogni servizio espone un server compatibile. Le integrazioni da mantenere diventano quindi N+M.3 La metafora usata da Anthropic è USB-C: dispositivi diversi condividono lo stesso tipo di collegamento invece di richiedere un cavo per ogni coppia.1
Architettura
MCP distingue tre ruoli:
- l’host è l’applicazione usata dalla persona, per esempio Claude Desktop, VS Code o Cursor;
- il client è il componente dell’host che comunica con un singolo server;
- il server espone dati o azioni di un sistema esterno, in locale oppure da remoto.4
Se un host usa due server, per esempio uno per GA4 e uno per i file locali, crea due client separati. L’host coordina i risultati e decide quali informazioni condividere con ciascun server.
Il protocollo definisce sia i messaggi sia il modo in cui viaggiano. I messaggi usano JSON-RPC 2.0: tools/list chiede quali strumenti sono disponibili, mentre tools/call ne esegue uno. In locale i messaggi possono passare attraverso gli stream standard del processo (stdio); per un server remoto possono viaggiare tramite HTTP.45
Un server può esporre tre tipi di capacità:
- i tool eseguono azioni, query o chiamate API;
- le resource forniscono contenuti in sola lettura;
- i prompt sono modelli di interazione riutilizzabili.
Il client può prima chiedere l’elenco delle capacità disponibili e poi usare quella necessaria. Soltanto i tool prevedono una vera chiamata di esecuzione.4
Storia e governance
Nel primo anno MCP è stato adottato da client come ChatGPT, Cursor, Gemini, Copilot e VS Code. Il blog del progetto riportava inoltre oltre diecimila server pubblici attivi.6
La donazione alla Agentic AI Foundation ha separato la proprietà del protocollo da un singolo fornitore. La fondazione opera sotto la Linux Foundation ed è stata avviata da Anthropic, Block e OpenAI con il sostegno di altre aziende del settore.2 Le decisioni tecniche restano affidate ai maintainer e al consenso della comunità.
La release più significativa nella storia del protocollo è la spec 2026-07-28, informalmente “MCP 2.0”, che ha reso MCP stateless: vedi MCP stateless (spec 2026-07-28).
Voci correlate
- MCP stateless (spec 2026-07-28) — la trasformazione in protocollo request/response stateless
- Sicurezza di MCP — i rischi dell’accesso ai tool e i relativi controlli
- Ecosistema MCP — registro dei server, SDK, FastMCP e strumenti di sviluppo
- Limiti di MCP — i confini di design del protocollo
- Portale: MCP
Bibliografia e sitografia
- Anthropic, Introducing the Model Context Protocol, 25 novembre 2024. anthropic.com
- Anthropic, Donating the Model Context Protocol, 9 dicembre 2025. anthropic.com
- Model Context Protocol docs, What is the Model Context Protocol?, spec 2026-07-28. modelcontextprotocol.io
- Model Context Protocol docs, Architecture overview, spec 2026-07-28. modelcontextprotocol.io
- MCP Blog, The 2026-07-28 Specification, 28 luglio 2026. blog.modelcontextprotocol.io
- MCP Blog, One Year of MCP — November 2025 Spec Release, 25 novembre 2025. blog.modelcontextprotocol.io