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enrico chiolo

Training phase watermarking

L'approccio che incorpora il segnale identificativo nei dati di addestramento o nei pesi di un modello, prima ancora della generazione del testo.

Training phase watermarking è l’approccio al LLM watermarking che inietta il segnale identificativo nei dati di addestramento di un large language model, o nei pesi risultanti dal training, invece che al momento della generazione del testo.1 È la fase più a monte del ciclo di vita di un modello in cui un watermark può essere incorporato: precede sia la fase dei logit sia quella del campionamento su cui lavora l’in-processing watermarking classico.1

Come funziona

Un esempio tipico, per incorporare una stringa identificativa di bit in un modello addestrato su un grande corpus: si campiona una piccola porzione del dataset e vi si appende un marcatore lessicale a bassa frequenza, una parola rara e grammaticalmente innocua, che codifica ciascun bit della stringa. Il sottoinsieme modificato viene rimescolato nel dataset originale con un fattore di ponderazione, a formare il set di training finale. Il modello addestrato su questo dataset arricchito produce, se interrogato con testo simile a quello marcato, la sequenza di marker impressa nei suoi pesi, rivelando la stringa a chi conosce lo schema.2 La famiglia include anche tecniche backdoor (il modello risponde in modo predefinito e riconoscibile a un trigger nascosto), varianti clean-label che non richiedono di etichettare i dati come watermarked, data poisoning mirato e watermark impressi tramite fine-tuning su dataset di codice sorgente.2

Perché esiste

A differenza del watermarking in fase di generazione, un segnale impresso nel training sopravvive anche quando il modello viene distribuito o servito da terzi che non hanno accesso al campionamento, perché fa parte della conoscenza appresa dal modello e non di un layer applicato all’inferenza.2 È rilevante soprattutto per la protezione della proprietà intellettuale di dataset e modelli fine-tuned, e per il rilevamento di membership, cioè dimostrare che un certo testo ha fatto parte dei dati di training.2

Il modello di incentivi

La letteratura osserva che questa famiglia, a differenza del watermarking applicato al testo generato, protegge direttamente l’asset centrale del proprietario del modello, i pesi, senza alcun impatto sull’esperienza dell’utente finale, e allinea quindi in modo naturale gli incentivi.3 Lo scenario tipico: uno sviluppatore carica un modello pre-addestrato su una piattaforma di hosting; un avversario lo scarica, lo rifinisce o lo pota e lo ridistribuisce senza credito; lo sviluppatore usa il watermark impresso durante il training per dimostrare la provenienza del modello rubato.3 Gli autori tracciano un’analogia con l’evoluzione del DRM di iTunes: un sistema di protezione può passare da restrittivo a puramente forense, cioè di sola tracciabilità senza limitare l’uso legittimo, se l’esperienza dell’utente resta la priorità.3

Confronto con il fingerprinting

Lo stesso obiettivo di protezione dei pesi può essere raggiunto anche senza impiantare alcun segnale, estraendo un’identità dalle caratteristiche già presenti nel modello: è l’approccio del fingerprinting, che include tecniche di rilevamento comportamentale molto simili al backdoor watermarking ma senza alterare intenzionalmente il training.2 I due approcci sono presentati in letteratura come alternative complementari per lo stesso problema.2

Limiti

Un watermark impresso nel training può essere indebolito o cancellato da un successivo fine-tuning su nuovi dati, specialmente se tocca gran parte dei parametri invece dei soli ultimi strati.2 È inoltre più costoso da applicare di un intervento al momento della generazione, perché richiede di intervenire prima o durante l’addestramento e non solo alla sua interfaccia di inferenza.2

Voci correlate

Bibliografia e sitografia

  • Ye, Y. et al., Securing Large Language Models: A Survey of Watermarking and Fingerprinting Techniques, ACM Computing Surveys, febbraio 2026.
  • Liu, J., Zhao, X., Song, Y., Wornell, G., Bu, Z., Position: LLM Watermarking Should Align Stakeholders’ Incentives for Practical Adoption, Findings of ACL 2026.

Footnotes

  1. Ye et al., Securing Large Language Models, ACM Computing Surveys, 2026. 2

  2. Ye et al., Securing Large Language Models, ACM Computing Surveys, 2026, sezione sul model watermarking. 2 3 4 5 6 7 8

  3. Liu et al., Position: LLM Watermarking Should Align Stakeholders’ Incentives, Findings of ACL 2026. 2 3