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Razionalità (Pinker)

Steven Pinker, 2021

Il saggio di Steven Pinker (Rationality, 2021) che spiega come ragioniamo, perché sbagliamo e quali strumenti aiutano a decidere meglio. Copre introduzione e capitoli I–IV.

Razionalità è un saggio di Steven Pinker, cognitivista e docente ad Harvard, pubblicato nel 2021 con il titolo Rationality: What It Is, Why It Seems Scarce, Why It Matters.1 Nasce da un corso universitario e presenta gli strumenti con cui si può ragionare meglio: logica, probabilità, teoria della scelta e controllo degli errori cognitivi.2

La tesi centrale è meno pessimista di quanto suggerisca il lungo elenco dei bias umani. Le persone commettono errori prevedibili, ma questo non significa che siano incapaci di ragionare. La mente funziona bene nei contesti per cui si è sviluppata e molto meno bene davanti a problemi astratti. Inoltre, le conoscenze più affidabili non dipendono da un singolo individuo: emergono dal confronto fra persone e da istituzioni che permettono di correggere gli errori.3

Questa voce copre l’introduzione e i capitoli I–IV. I capitoli V–XI non sono ancora inclusi.

Introduzione

Pinker parte da un paradosso. La psicologia cognitiva ha documentato quasi duecento bias, tanto da far sembrare l’essere umano irrimediabilmente irrazionale. Eppure la stessa specie ha scoperto le leggi della natura, costruito istituzioni scientifiche e formulato le regole con cui riconosce i propri errori. Per Pinker, quindi, il catalogo dei bias descrive un problema reale ma non basta a spiegare come ragioniamo.3

Propone due correttivi:

  • Razionalità ecologica: una strategia mentale va giudicata nel contesto in cui viene usata. Un’intuizione utile nella vita quotidiana può fallire davanti a una formula o a un test costruito in laboratorio.
  • Razionalità collettiva: nessuno ragiona bene sempre e da solo. Una persona vede più facilmente l’errore commesso da un’altra. Scienza, tribunali, giornalismo e altre istituzioni sfruttano questo controllo reciproco, almeno quando funzionano correttamente.4

Un’altra distinzione importante riguarda il modo in cui le persone credono a qualcosa. Alcune credenze descrivono la realtà e guidano le azioni: chi crede che ci sia una tigre dietro l’angolo evita di passare. Altre esprimono identità, appartenenza o giudizi morali. In questo secondo caso la verifica dei fatti può contare meno della funzione sociale della credenza. Pinker usa questa distinzione per interpretare teorie come Pizzagate o le scie chimiche: chi le ripete può non comportarsi davvero come se fossero letteralmente vere. Per questo una semplice smentita spesso non convince; corregge il contenuto, ma non la funzione identitaria della convinzione.5

Capitolo I — Fino a che punto un animale è razionale?

Il primo capitolo presenta cinque problemi nei quali l’intuizione porta spesso fuori strada. L’obiettivo, però, non è dimostrare che le persone sono stupide. Pinker vuole capire perché certi problemi ci ingannano e perché gli stessi individui ragionano molto meglio quando il contesto è concreto e familiare.

CRT · riflessione 5 su 6 sbagliano Selezione di Wason astratto: ~10% Monty Hall cambiare: 2/3 Congiunzione il caso di Linda Esponenziale erbacce: 29 giorni Sistema 1 seduce · Sistema 2 verifica la risposta intuitiva sbagliata è facilmente disponibile Nicchia cognitiva i San del Kalahari logica e inferenza nell'ambiente Illusioni cognitive come le illusioni ottiche sottoprodotti, non bug Non siamo "semplicemente irrazionali": la mente è tarata per il suo ambiente
Il metodo del capitolo I: un catalogo di rompicapo in cui quasi tutti sbagliano, interpretato con Sistema 1 e Sistema 2, poi due argomenti (nicchia cognitiva e illusioni cognitive) che ridimensionano la lettura cinica.

Cinque errori tipici

Il test di riflessione cognitiva. Lo ha ideato l’economista Shane Frederick come una batteria di problemi in cui la risposta che viene subito in mente è sbagliata. Il caso più citato chiede quanto costa una custodia, sapendo che telefono e custodia costano insieme 110 dollari e che il telefono costa 100 dollari più della custodia. La risposta istintiva è 10 dollari, ma è sbagliata: se la custodia costasse 10, il telefono costerebbe 110 e il totale 120. Detta x la custodia, il telefono vale 100+x, quindi 100+2x=110 e x=5. La trappola sono i numeri tondi 100 e 10, già presenti nel testo: il sistema di giudizio rapido li combina e propone la differenza senza verificare. Lo stesso meccanismo produce la risposta 24 nel problema delle otto stampanti che stampano otto dépliant in otto minuti, quando ventiquattro stampanti stampano ventiquattro dépliant sempre in otto minuti. Frederick ha somministrato il test a migliaia di studenti universitari: cinque su sei sbagliavano almeno una risposta, uno su tre tutte, e gli studenti del MIT ne indovinavano in media solo due su tre. La soluzione, una volta spiegata, viene accettata quasi da tutti: l’errore non è un deficit di calcolo, ma la mancata verifica della prima risposta, e il test misura proprio la capacità di fermarsi e controllare.6

Sistema 1 e Sistema 2. Pinker riprende qui la distinzione resa celebre da Daniel Kahneman. Il Sistema 1 produce risposte rapide e intuitive; il Sistema 2 richiede attenzione e verifica. Non sono due parti separate del cervello, ma due modi di descrivere il pensiero. Il Sistema 1 è veloce e spesso utile; il problema nasce quando il Sistema 2 accetta la prima risposta senza controllarla. I problemi di Frederick sono costruiti perché la risposta sbagliata sia la più disponibile: chi non si ferma non arriva nemmeno a considerare che esista un’alternativa.6

Il compito di selezione di Wason. Ideato dallo psicologo Peter Wason, chiede di verificare una regola condizionale del tipo «se P, allora Q». Nella versione astratta si immaginano monete con un sovrano su una faccia e un animale sull’altra, e la regola «se la moneta ha un re su una faccia, ha un uccello sull’altra». Di quattro monete che mostrano un re, una regina, un alce e un’anatra, quali vanno girate per controllare se la regola è violata? Per verificare «se P, allora Q» servono due casi: uno P, per controllare che dietro ci sia davvero Q, e uno non-Q, per accertare che non nasconda un P. Vanno quindi girate il re e l’alce. Girare la regina è inutile, perché la regola non dice nulla sulle regine; girare l’anatra è inutile, perché «se re, allora uccello» non equivale a «se uccello, allora re». Solo il 10% circa delle persone dà la risposta giusta: la maggioranza gira il re, da solo o insieme all’anatra, cercando conferme invece di cercare smentite. La stessa struttura con un contenuto concreto si risolve quasi da sola. Un ufficio postale impone «se una busta reca la scritta prioritaria, deve avere un francobollo da dieci dollari»: quasi tutti controllano le buste giuste. La differenza è che qui la regola è un contratto, un beneficio a fronte di un costo, e la violazione è un imbroglio: smascherare gli imbroglioni è un’abilità sociale che la mente possiede già. Anche la sorveglianza di un pericolo, come l’obbligo del casco per chi va in bicicletta, attiva la stessa logica. Pinker ne trae che la mente non applica una logica generale e indipendente dal contenuto: usa strumenti specializzati per doveri, scambi e pericoli, e la generalizzazione astratta è un’abilità appresa, non spontanea.7

Il problema di Monty Hall. Si ispira al gioco a premi televisivo Let’s Make a Deal, condotto da Monty Hall. Il concorrente sceglie una fra tre porte: dietro una c’è un’auto, dietro le altre due una capra. Il conduttore, che sa dove si trova l’auto, apre una delle porte non scelte mostrando una capra e offre la possibilità di cambiare scelta. Conviene cambiare sempre. La prima porta aveva probabilità 1/31/3 di nascondere l’auto; le altre due, considerate insieme, 2/32/3. Il conduttore non apre una porta a caso: elimina una delle due porte perdenti, quindi quel 2/32/3 si concentra sull’unica porta rimasta chiusa. Chi resta sulla scelta iniziale vince solo se l’auto era dietro la prima porta, cioè in un caso su tre; chi cambia vince ogni volta che l’auto non era lì, cioè in due casi su tre. L’errore consiste nel vedere due porte e assegnare a entrambe probabilità 1/21/2, come se la scelta del conduttore non avesse rivelato nulla. Pinker la legge come una confusione fra propensione e probabilità: aprire la porta non sposta fisicamente l’auto, ma la probabilità non descrive la fisica dell’oggetto, descrive la conoscenza di chi giudica, e quella conoscenza è cambiata. La soluzione resta controintuitiva anche per gli esperti: quando Marilyn vos Savant la pubblicò sulla rubrica «Ask Marilyn» nel 1990, ricevette circa diecimila lettere di protesta, mille firmate da persone con un dottorato, molte in matematica; il matematico Paul Erdős si convinse solo dopo aver visto il gioco simulato al computer.8

La fallacia di congiunzione. Fu illustrata da Tversky e Kahneman con il problema di Linda. Il profilo dice che Linda ha 31 anni, è single, schietta e molto brillante, si è laureata in filosofia e da studentessa ha partecipato a manifestazioni antinucleari. Si chiede quale di due affermazioni sia più probabile: che Linda sia cassiera in banca, oppure cassiera in banca e attiva nel movimento femminista. La maggioranza degli intervistati sceglie la seconda, la congiunzione. Ma l’insieme delle cassiere femministe è contenuto in quello di tutte le cassiere: aggiungere una condizione non può aumentare la probabilità. Il biologo Stephen Jay Gould, che pure conosceva la regola, raccontò che nella sua testa un «piccolo omuncolo» continuava a dirgli che una donna dal profilo tanto vivido non poteva essere solo una cassiera. Secondo Tversky e Kahneman, la probabilità intuitiva segue l’immaginabilità: più la storia è particolareggiata, più sembra probabile, mentre i dettagli, per la teoria della probabilità, restringono lo scenario e quindi lo rendono meno probabile. La fallacia non sparisce quando la domanda viene riformulata in termini di frequenze concrete: in una collaborazione antagonistica fra Kahneman e i suoi critici, entrambe le parti convennero che l’errore persiste, anche se diminuisce quando le alternative sono confrontate una accanto all’altra invece che valutate isolate.9

La crescita esponenziale. Il terzo problema del test di Frederick — le erbacce che raddoppiano ogni giorno e coprono tutto il campo al trentesimo giorno — non è un trabocchetto come i primi due, ma rivela un limite distinto: la mente tende a immaginare la crescita per incrementi costanti, mentre nei processi esponenziali cresce anche la quantità che viene aggiunta. La sottostima ha conseguenze concrete. Chi versa 400 dollari al mese in un fondo pensione al 10% annuo per quarant’anni stima spesso un capitale attorno ai 200.000 dollari, ottenuto moltiplicando linearmente; il valore reale è circa 2,5 milioni di dollari. Pinker osserva che lo stesso errore colpì alcuni scienziati sociali nelle prime settimane del Covid-19, quando giudicarono irrazionale l’allarme per un rischio ancora statisticamente basso, sottovalutando l’accelerazione di una diffusione in cui ogni contagio ne produce altri. La lettura ecologica è che i processi esponenziali sono rari e transitori negli ambienti in cui la mente si è evoluta: in natura gli organismi si moltiplicano finché saturano l’ambiente, piegando la curva esponenziale in una S. L’intuito, tarato su quel mondo, fallisce davanti a interessi composti, epidemie e altri fenomeni basati sul raddoppio, dove non basta «pensarci più a lungo»: serve riconoscere il tipo di crescita e applicare il modello corretto.10

Che cosa dimostrano questi errori

La prima spiegazione di Pinker è la nicchia cognitiva. Gli esseri umani si sono evoluti per risolvere problemi concreti attraverso linguaggio, cooperazione e conoscenze tecniche, non per rispondere a quesiti statistici formulati in modo astratto. Pinker usa come esempio i San del Kalahari studiati da Louis Liebenberg. Durante la caccia, i San interpretano le tracce, confrontano ipotesi e correggono le conclusioni degli altri. Usano quindi inferenze causali e probabilistiche complesse, anche senza esprimerle con formule.11

La seconda spiegazione paragona gli errori cognitivi alle illusioni ottiche. Il sistema visivo non misura passivamente la luce: ricostruisce forme e distanze in un mondo tridimensionale. Proprio per questo, in condizioni artificiali, può essere ingannato. Allo stesso modo, il ragionamento ordinario interpreta intenzioni, contesto e conoscenze condivise. Questa capacità è utile nella conversazione, ma può produrre una risposta sbagliata quando un test richiede di ignorare il contesto e seguire soltanto la formulazione letterale.12

Spiegare un errore non significa giustificarlo. Un pilota può capire perché il proprio corpo percepisce male l’orientamento fra le nuvole, ma deve comunque fidarsi degli strumenti. Per Pinker, logica e probabilità svolgono una funzione simile: correggono l’intuizione quando l’ambiente moderno la porta fuori strada.12

Capitolo II — Razionalità e irrazionalità

Il secondo capitolo risponde a un’obiezione comune: una vita razionale sarebbe fredda e priva di amore, emozioni o spontaneità. Pinker sostiene il contrario. La ragione non decide quali desideri avere, ma aiuta a capire come conciliarli, quali conseguenze producono e quando conviene limitare in anticipo la propria libertà di scelta.

Perché la ragione non può essere esclusa

Non si può argomentare contro la ragione senza usare un argomento. Chi afferma che ogni verità è relativa presenta comunque la propria frase come una ragione valida per credergli. Pinker riprende Thomas Nagel e il racconto di Lewis Carroll su Achille e la tartaruga: le regole logiche non possono essere giustificate da una catena infinita di altre regole. A un certo punto devono essere applicate. La ragione, in questo senso, non è una tesi fra le altre, ma lo strumento necessario per discutere qualsiasi tesi.13

Emozioni, futuro e autocontrollo

Pinker distingue fra motivazioni prossime e scopi ultimi. Fame, amore, paura e ricerca dello status sono motivazioni che si provano direttamente. Dal punto di vista evolutivo hanno favorito sopravvivenza e riproduzione, ma non obbligano a perseguirle in ogni situazione. La contraccezione è l’esempio più chiaro: soddisfa una motivazione prossima separandola dalla funzione riproduttiva che l’evoluzione le aveva assegnato.14

Un problema più quotidiano riguarda il valore del futuro. È ragionevole preferire una ricompensa presente a una futura, perché il futuro è incerto. Se lo sconto è coerente, però, la preferenza non dovrebbe cambiare solo perché la ricompensa si avvicina. Nella pratica accade spesso il contrario: mesi prima si preferisce stare in salute, ma quando arriva il dolce prevale il piacere immediato. Questa inversione si chiama sconto iperbolico. Non consiste semplicemente nel dare meno valore al futuro; consiste nel dargliene molto meno quando una tentazione è vicina.14

La soluzione è l’autocontrollo di Ulisse: scegliere in anticipo, quando la tentazione è lontana, e rendere più difficile cambiare idea. Ulisse si fa legare all’albero della nave prima di udire le Sirene. Gli equivalenti moderni sono fare la spesa da sazi o automatizzare i versamenti per la pensione. Lo stesso principio ispira il paternalismo libertario di Richard Thaler e Cass Sunstein: organizzare le scelte in modo che l’opzione utile sia la più facile, senza proibire le alternative. L’iscrizione automatica a un piano pensionistico, dalla quale si può comunque uscire, è l’esempio tipico.15

La razionalità di ordine superiore

A volte una scelta che sembra irrazionale diventa sensata se si considera la strategia completa. Pinker chiama questo livello razionalità di ordine superiore: non valuta soltanto l’azione immediata, ma anche come reagiranno il proprio io futuro e le altre persone.

Razionalità di ordine superiore quando l'apparente irrazionalità è la mossa più razionale Ignoranza razionale non sapere spoiler · genetica Impotenza gioco del pollo mani legate Teoria del pazzo finta follia Nixon · Trump Tabù cognitivi non pensarci Tetlock · tre tipi Il meccanismo comune anticipare come reagirà il proprio io futuro o un avversario la mossa è calcolata a un livello logico più alto Le rinunce apparenti sono mosse razionali, non eccezioni alla ragione
La razionalità di ordine superiore del capitolo II: ignoranza, impotenza, finta irrazionalità e tabù sono mosse razionali quando valutate al livello strategico più alto.

I casi principali sono quattro:

  • Ignoranza razionale: scegliere di non conoscere un’informazione quando saperla sarebbe dannoso o permetterebbe ad altri di esercitare pressione. Ne sono esempi il doppio cieco negli esperimenti, le prove escluse da un processo e la scelta di non fare un test genetico per una malattia incurabile.16
  • Impotenza strategica: rinunciare alla possibilità di cambiare idea per rendere credibile un impegno. Nel gioco del pollo, chi rende evidente di non poter sterzare costringe l’altro a farlo. Nelle trattative, una promessa o una minaccia contano di più se ritirarle ha un costo reale.17
  • Irrazionalità simulata: apparire imprevedibili può intimidire un avversario. La cosiddetta «teoria del pazzo», associata a Nixon e poi a Trump, prova a ottenere concessioni facendo temere una reazione estrema. È una strategia rischiosa: se entrambe le parti la usano, aumenta la possibilità di un’escalation.17
  • Tabù cognitivi: alcune società giudicano una persona anche in base alle ipotesi che è disposta a prendere in considerazione. Rifiutarsi persino di calcolare il prezzo di un bene considerato sacro può segnalare lealtà e rendere una persona più affidabile agli occhi del gruppo. Philip Tetlock mostra però che questi tabù possono anche impedire di valutare costi, rischi e alternative.18

Il punto comune è la credibilità. Limitare in anticipo ciò che si può sapere, scegliere o negoziare modifica il comportamento futuro e le aspettative degli altri. La rinuncia è razionale solo se il vantaggio strategico supera il costo della libertà perduta.

La morale fondata sulla ragione

David Hume osservava che la sola logica non può imporre un desiderio: non contiene, da sé, il comando di preoccuparsi degli altri. Pinker aggiunge però due premesse. Gli esseri umani vogliono che accadano loro cose positive e vivono in società, quindi dipendono dal comportamento altrui. Inoltre, parole come «io» e «tu» cambiano referente a seconda di chi parla: non c’è una proprietà logica che renda il benessere di una persona più importante di quello di un’altra. Da desideri personali, interdipendenza e imparzialità nasce quindi una base razionale per la morale. Pinker collega questa idea alla regola aurea, all’imperativo categorico di Kant e al velo di ignoranza di John Rawls.19

La religione non è logicamente necessaria a questa fondazione. Il dilemma di Eutifrone chiede: un’azione è buona perché Dio la comanda, oppure Dio la comanda perché è buona? Nel primo caso la morale dipenderebbe da un ordine arbitrario; nel secondo esisterebbe una ragione morale indipendente dal comando. Il dilemma non dimostra che la religione sia irrilevante per le persone, ma che l’autorità divina non risolve da sola il problema della giustificazione morale.19

Capitolo III — Logica e pensiero critico

Il terzo capitolo presenta la logica come uno strumento potente ma limitato. Può stabilire se una conclusione segue dalle premesse; non può stabilire da sola se le premesse descrivono il mondo.

Che cosa fa la logica formale

La logica è detta formale perché considera la struttura di un argomento, non il suo contenuto. Per esempio:

  1. Se piove, le strade sono bagnate.
  2. Piove.
  3. Quindi le strade sono bagnate.

Questa forma si chiama modus ponens: se «P implica Q» e P è vero, allora Q è vero. Il modus tollens procede al contrario: se «P implica Q» e Q è falso, allora P è falso. Queste regole conservano la verità, a condizione che le premesse siano vere.20

Qui serve una distinzione essenziale. Un argomento è valido quando la conclusione segue correttamente dalle premesse. È fondato quando, oltre a essere valido, parte da premesse vere. «Tutti i pesci volano; il salmone è un pesce; quindi il salmone vola» è valido nella forma ma non fondato, perché la prima premessa è falsa. La logica controlla il passaggio; i fatti controllano il punto di partenza.20

Il condizionale logico «se P, allora Q» è più ristretto di quello usato nella conversazione. È falso soltanto quando P è vero e Q è falso. Non richiede che P causi Q. Per questo una frase assurda come «se i maiali hanno le ali, allora 2+2=5» risulta formalmente vera: l’antecedente è falso, quindi non esiste un caso che violi la regola. Il risultato è coerente nel sistema logico, ma lontano dal significato causale che normalmente attribuiamo a «se».20

Perché la logica non risolve ogni disputa

Pinker indica tre limiti.

I fatti richiedono osservazioni. Da una definizione si può dedurre che uno scapolo non è sposato. Non si può dedurre allo stesso modo che tutti i cigni siano bianchi: bisogna osservare i cigni, e basta trovarne uno nero per smentire la frase. L’aneddoto dei sapienti che discutono per giorni sul numero dei denti di un cavallo, senza guardargli in bocca, illustra la differenza fra verità logiche e verità empiriche.21

Il contesto contiene informazioni utili. In un esercizio di logica bisogna usare soltanto le premesse dichiarate. Nella vita ordinaria sarebbe spesso irragionevole ignorare ciò che già si sa. Il membro del popolo kpelle che rifiuta la conclusione di un sillogismo perché conosce personalmente le persone nominate non manca necessariamente di intelligenza logica: sta rispondendo a una domanda concreta, non a un esercizio astratto.21

Molti concetti hanno confini sfumati. Termini come «gioco», «sedia» o «sport» non dipendono sempre da una lista netta di condizioni necessarie e sufficienti. Seguendo Wittgenstein, Pinker li descrive come categorie unite da somiglianze di famiglia: i membri condividono alcuni tratti, ma non tutti lo stesso tratto. La logica classica lavora bene con categorie precise; diventa meno naturale quando il confine stesso è oggetto della disputa.21

Le fallacie informali

Le fallacie informali non sono semplici errori di calcolo. Sono modi di argomentare che sembrano convincenti perché sfruttano abitudini della conversazione, emozioni o rapporti sociali.

FallaciaIn che cosa consisteEsempio
Uomo di pagliaIndebolire o estremizzare la tesi avversaria per attaccarla più facilmenteTrasformare «ridurre un budget» in «abolire il servizio»
Special pleadingInventare un’eccezione solo per salvare la propria tesiL’esperimento fallisce a causa delle «vibrazioni degli scettici»
Motte-and-baileyDifendere una tesi forte, poi ritirarsi su una più debole quando viene criticataAlternare «abolire» e «riformare» come se fossero la stessa proposta
Nessun vero scozzeseEscludere per definizione ogni controesempioChi si comporta così «non è un vero membro» del gruppo
Petitio principiiInserire la conclusione nelle premesseL’oppio fa dormire perché possiede una «virtù dormitiva»
Spostamento dell’onere della provaChiedere agli altri di confutare ciò che non si è dimostratoLa teiera invisibile di Russell
Tu quoqueRispondere a una critica accusando l’interlocutore della stessa colpa«Anche voi lo fate»
Appello all’autoritàUsare il prestigio al posto delle proveUn premio Nobel parla fuori dal proprio campo
Ad populumConsiderare vera un’idea perché è diffusa«Lo pensano tutti»
Ad hominemAttaccare la persona invece dell’argomento
Fallacia geneticaGiudicare una tesi soltanto dalla sua origineScartare un dato perché arriva dal gruppo avversario
Appello all’emozioneSostituire dati e ragioni con una reazione emotivaUn’immagine toccante usata come unica prova
Fallacia affettivaConsiderare falsa un’affermazione perché è offensivaRifiutare un dato scomodo senza verificarlo

Secondo Dan Sperber e Hugo Mercier, il ragionamento umano si è sviluppato anche per persuadere e per valutare gli argomenti degli altri. Questo spiega sia la facilità con cui si producono giustificazioni di parte, sia il vantaggio del confronto: gli altri vedono spesso i punti deboli che chi parla non nota. La teoria collega quindi le fallacie informali alla razionalità collettiva.22

Un’etichetta, tuttavia, non basta a confutare un argomento. Segnalare il conflitto di interessi di un autore o chiedere prove più forti per una decisione rischiosa può essere pertinente. Diventa una fallacia solo quando sostituisce l’esame delle prove invece di contribuire a valutarle.22

Un sistema ibrido

Per gestire categorie sfumate, la mente riconosce configurazioni ricorrenti: somma indizi, confronta somiglianze e impara dagli errori. Le reti neurali artificiali imitano in parte questo processo. Sono efficaci nel riconoscere pattern, ma è difficile ricostruire il motivo preciso di ogni risposta.23

Il ragionamento simbolico fa qualcosa di diverso: rappresenta proposizioni esplicite e applica regole controllabili. È più lento e meno spontaneo, ma permette di correggere le impressioni. Una persona può assomigliare poco allo stereotipo di una categoria e appartenervi comunque. Per Pinker, la razionalità umana nasce dalla combinazione dei due sistemi: riconoscimento flessibile dei pattern e controllo attraverso simboli e regole.23

Sistema 1 · associatore di pattern somiglianze di famiglia indizi statistici · reti neurali Sistema 2 · manipolatore di simboli regole e proposizioni logica · inferenza Razionalità come sistema ibrido il proposizionale affranca dagli stereotipi: scienza · morale · diritto
La razionalità come sistema ibrido (cap. III): reti che assimilano somiglianze di famiglia e un manipolatore di simboli che applica regole categoriche.

Capitolo IV — Probabilità e casualità

Il quarto capitolo mostra perché la probabilità è difficile da usare: la stessa parola risponde a domande diverse, l’intuizione trascura spesso i tassi di base e molti errori diventano visibili soltanto quando si chiarisce quale informazione era disponibile prima dell’evento.

Caso, pattern e processo casuale

«Casuale» può descrivere sia una sequenza priva di uno schema evidente, sia il processo che la produce. Le due cose non coincidono. Una moneta lanciata in modo casuale può dare cinque teste consecutive; la breve serie sembra ordinata, ma il processo resta casuale. Al contrario, una procedura deterministica può produrre numeri che sembrano privi di schema.24

Il test di brevità esprime questa idea in termini di descrizione. La sequenza «999999» può essere compressa come «sei volte 9»; «634579» non ha una descrizione più breve evidente. La casualità di un insieme di dati dipende quindi anche dalla possibilità di comprimerlo. Sul piano fisico, Pinker distingue la casualità quantistica, il caos deterministico e i sistemi troppo complessi per essere previsti in pratica, come un normale lancio di moneta.24

Cinque significati di probabilità

Pinker presenta cinque interpretazioni. Nei casi semplici danno spesso lo stesso numero, ma non rispondono alla stessa domanda.

InterpretazioneDomanda a cui rispondeEsempio
ClassicaQuanti esiti favorevoli ci sono fra quelli possibili ed equivalenti?Tre facce pari su sei: 3/63/6
PropensioneQuanto il meccanismo fisico tende a produrre un esito?La forma e il lancio di un dado equilibrato
SoggettivistaQuanto è ragionevole credere a un esito date le informazioni disponibili?Quanto si sarebbe disposti a scommettere
EvidenzialeQuanto una certa prova sostiene una conclusione?Quanto il profilo di Linda sostiene una descrizione
FrequentistaCon quale frequenza l’esito compare in molte ripetizioni?Circa metà teste in una lunga serie di lanci
Classica esiti eguali dado: 3/6 Propensione fisica del dado perché funziona Soggettivista quanto scommetti bayesiana Evidenziale garanzia della prova (Linda) Frequentista frequenza nel lungo periodo Di solito coincidono · divergono quando il tasso di base non è simmetrico confonderle sta dietro gli errori: Monty Hall · Linda · razzi Ariane
Le cinque interpretazioni di "probabilità" del capitolo IV: coincidono nei casi ordinari e divergono quando il tasso di base non è simmetrico; confonderle sta dietro il Monty Hall, Linda e i razzi Ariane.

La distinzione aiuta a capire alcuni errori. Una previsione del 10% di pioggia non diventa falsa perché quel giorno piove: significa che, fra molti giorni con condizioni simili, dovrebbe piovere circa una volta su dieci. Allo stesso modo, un candidato dato al 60% può perdere senza smentire il modello. Una probabilità non è una promessa sul singolo caso.25

Quattro regole e quattro trappole

OperatoreRegola di baseErrore tipico
Congiunzione: A e BSe gli eventi sono indipendenti, si moltiplicano le probabilitàMoltiplicare anche quando gli eventi sono collegati
Disgiunzione: A o BSi sommano A e B e si sottrae la parte in comuneContare due volte i casi in cui accadono entrambi
Complemento: non AP(¬A)=1P(A)P(\lnot A) = 1 - P(A)Sommare direttamente le probabilità di eventi ripetuti
Condizionata: A dato BSi restringe il calcolo ai casi in cui B è veroConfondere P(AB)P(A \mid B) con P(BA)P(B \mid A)

La congiunzione richiede attenzione all’indipendenza. Nel processo a Sally Clark, il pediatra Roy Meadow prese la probabilità di una morte in culla e la moltiplicò per sé stessa per stimare la probabilità di due morti nella stessa famiglia. Il calcolo presumeva che i due eventi fossero indipendenti, ignorando possibili fattori genetici o ambientali comuni. Il numero ottenuto fu presentato come prova di colpevolezza e contribuì a una condanna poi annullata.26

Il complemento è utile per calcolare la probabilità di «almeno una volta». Se ogni anno la probabilità di guerra è del 10%, non si può concludere che in dieci anni sia del 100%. Si calcola prima la probabilità di nessuna guerra, 0,9100{,}9^{10}, e la si sottrae da 1: il risultato è circa 65%.26

La probabilità condizionata è la fonte degli errori più gravi. La probabilità di una corrispondenza del DNA in una persona innocente non è la stessa cosa della probabilità che una persona sia innocente dopo una corrispondenza. Per passare dall’una all’altra bisogna considerare anche quante persone innocenti sono possibili sospetti: è il tasso di base. In una città molto grande, anche una corrispondenza rara può comparire per caso in più persone.27

Lo stesso principio spiega il paradosso dei due bambini. Sapere che una famiglia con due figli ha almeno una figlia elimina soltanto il caso «due maschi». Restano tre combinazioni ordinate: femmina-maschio, maschio-femmina e femmina-femmina. Solo una contiene due figlie, quindi la probabilità è 1/31/3, non 1/21/2.26

Disponibilità e percezione del rischio

L’euristica della disponibilità stima la frequenza di un evento dalla facilità con cui viene in mente un esempio. È una scorciatoia spesso ragionevole: se si vedono ogni giorno piccioni e passeri, è probabile che siano comuni. Diventa ingannevole quando ciò che si ricorda non rappresenta ciò che accade. I media raccontano eventi rari e spettacolari più spesso di eventi comuni e ripetitivi; di conseguenza, incidenti aerei, tornado o attentati possono sembrare più frequenti di rischi meno visibili ma molto più letali.28

L’Ignorance Project della famiglia Rosling mostra un effetto simile sui cambiamenti di lungo periodo. Povertà estrema, alfabetizzazione e longevità sono migliorate, ma il progresso quotidiano produce poche notizie. Pinker indica Our World in Data come correttivo: per giudicare un fenomeno servono il denominatore, il tasso di base e l’andamento nel tempo, non soltanto il caso che ha fatto notizia.28

Il dread risk, studiato da Paul Slovic, aggiunge un fattore emotivo. Spaventano soprattutto i rischi nuovi, incontrollabili, prodotti dall’uomo o capaci di colpire molte persone insieme. Per questo volare può fare più paura che guidare, anche quando il rischio per chilometro è molto più basso. La percezione non segue soltanto il numero atteso di vittime: considera anche controllo, familiarità e modalità del danno.28

Pinker distingue infine la paura dall’oltraggio alla comunità. Un attacco pubblico contro una persona o un simbolo può coordinare un gruppo perché tutti sanno che tutti gli altri lo hanno visto. Il peso politico di eventi come Pearl Harbor o l’11 settembre non dipende quindi solo dal numero immediato delle vittime, ma anche dalla loro capacità di produrre una reazione collettiva. Questo non rende la reazione necessariamente sbagliata; mostra che il rischio individuale e il significato pubblico sono due valutazioni diverse.29

Giudicare prima o dopo i fatti

Molte fallacie condividono una domanda: il criterio è stato deciso prima di vedere i dati, oppure dopo? Se si sceglie il bersaglio solo alla fine, una coincidenza può sembrare una previsione riuscita.

La mano calda. Tversky e Tom Gilovich conclusero che le serie positive dei giocatori di basket fossero un’illusione. Decenni dopo, Joshua Miller e Adam Sanjurjo individuarono un errore nel metodo statistico usato per selezionare le sequenze. Corretta l’analisi, una parte dell’effetto risulta reale. Per Pinker, il caso mostra che anche gli specialisti degli errori cognitivi possono sbagliare e che la correzione collettiva può richiedere molto tempo.30

La fallacia dell’accusatore. Consiste nel confondere la probabilità di una prova se l’imputato è innocente con la probabilità che sia innocente data quella prova. Nel processo a O.J. Simpson, per esempio, la statistica su quanti uomini violenti arrivano a uccidere la compagna non rispondeva alla domanda pertinente: dato che una donna vittima di violenza era stata uccisa, quanto era probabile che l’assassino fosse l’uomo che la maltrattava? Invertire la condizione cambia il gruppo di riferimento e quindi il risultato.27

La fallacia del cecchino texano. Un tiratore spara contro un muro e disegna il bersaglio intorno al gruppo di colpi più vicino. Allo stesso modo, si può trovare un risultato sorprendente dopo aver provato molte ipotesi e poi presentarlo come se fosse stato previsto. Il p-hacking applica questo meccanismo alla ricerca: si dividono i dati in molti sottogruppi o si cambiano le analisi finché compare un risultato significativo. La preregistrazione riduce il problema dichiarando ipotesi e metodi prima di osservare i dati.31

L’illusione del cluster. Le sequenze davvero casuali contengono serie e raggruppamenti. Il cervello, portato a cercare pattern, li interpreta facilmente come segnali. Il paradosso del compleanno lo mostra bene: con 23 persone la probabilità che almeno due condividano il compleanno supera il 50%, perché si confrontano tutte le coppie possibili, non una singola persona con una data scelta in anticipo. Una serie può comunque essere reale e straordinaria; per stabilirlo bisogna confrontarla con ciò che il caso produrrebbe nel numero totale di occasioni disponibili.32

Tesi e argomenti principali

  1. Gli esseri umani non sono semplicemente irrazionali. Sbagliano spesso nei problemi astratti, ma ragionano meglio nei contesti familiari e quando possono correggersi a vicenda.3
  2. Molti errori sono effetti collaterali di capacità utili. Intuizione, lettura del contesto e riconoscimento dei pattern funzionano bene in molti ambienti, ma possono fallire davanti a formule, statistiche e problemi costruiti apposta per ingannarle.12
  3. La razionalità può richiedere limiti volontari. Impegni, regole e rinunce preventive aiutano a gestire tentazioni future e interazioni strategiche.17
  4. Logica e probabilità correggono l’intuizione, ma non sostituiscono i fatti. La logica controlla se una conclusione segue dalle premesse; osservazione e dati stabiliscono se le premesse sono vere.21
  5. Gli errori probabilistici hanno conseguenze concrete. Confondere eventi indipendenti, probabilità condizionate e criteri scelti a posteriori può produrre condanne ingiuste, cattive decisioni pubbliche e risultati scientifici non replicabili.26

Capitoli successivi

Nei capitoli V–XI Pinker passa al ragionamento bayesiano, all’utilità attesa, alla teoria della detezione del segnale, alla teoria dei giochi, alla distinzione fra correlazione e causazione, al ragionamento motivato e al valore sociale della razionalità.1 La voce verrà estesa quando saranno disponibili le relative note di lettura.

Bibliografia e sitografia

  • Pinker, Steven, Rationality: What It Is, Why It Seems Scarce, Why It Matters, Viking, 2021 (edizione originale).

Footnotes

  1. Pinker, Razionalità, 2021, introduzione (nascita dal corso Harvard, struttura del libro). 2

  2. Pinker, Razionalità, 2021, introduzione (la razionalità come stella polare, gli strumenti da insegnare).

  3. Pinker, Razionalità, 2021, introduzione (la tesi contro l’irrazionalità, il catalogo dei bias, i due correttivi). 2 3

  4. Pinker, Razionalità, 2021, introduzione e ringraziamenti (razionalità collettiva).

  5. Pinker, Razionalità, 2021, introduzione (realtà e mitologia, Pizzagate e scie chimiche).

  6. Pinker, Razionalità, 2021, cap. I (test di riflessione cognitiva di Shane Frederick, Sistema 1 e Sistema 2). 2

  7. Pinker, Razionalità, 2021, cap. I (compito di Wason, bias di conferma).

  8. Pinker, Razionalità, 2021, cap. I (problema di Monty Hall, propensione contro probabilità, Marilyn vos Savant e Paul Erdős).

  9. Pinker, Razionalità, 2021, cap. I (fallacia di congiunzione, Stephen Jay Gould, collaborazione antagonistica).

  10. Pinker, Razionalità, 2021, cap. I (bias della crescita esponenziale, risparmio pensionistico, Covid-19).

  11. Pinker, Razionalità, 2021, cap. I (nicchia cognitiva, San del Kalahari, Louis Liebenberg).

  12. Pinker, Razionalità, 2021, cap. I (illusioni cognitive). 2 3

  13. Pinker, Razionalità, 2021, cap. II (autoreferenzialità della ragione).

  14. Pinker, Razionalità, 2021, cap. II (motivazioni prossime e ultime, sconto del futuro). 2

  15. Pinker, Razionalità, 2021, cap. II (autocontrollo di Ulisse, paternalismo libertario).

  16. Pinker, Razionalità, 2021, cap. II (ignoranza razionale).

  17. Pinker, Razionalità, 2021, cap. II (gioco del pollo, teoria del pazzo). 2 3

  18. Pinker, Razionalità, 2021, cap. II (tabù cognitivi).

  19. Pinker, Razionalità, 2021, cap. II (fondazione razionale della moralità, dilemma di Eutifrone). 2

  20. Pinker, Razionalità, 2021, cap. III (logica formale, valido contro fondato). 2 3

  21. Pinker, Razionalità, 2021, cap. III (perché il sogno di Leibniz fallisce, somiglianza di famiglia). 2 3 4

  22. Pinker, Razionalità, 2021, cap. III (fallacie informali, teoria argomentativa del ragionamento). 2

  23. Pinker, Razionalità, 2021, cap. III (associatori di pattern, sistema ibrido). 2

  24. Pinker, Razionalità, 2021, cap. IV (pattern e processo casuale, complessità algoritmica). 2

  25. Pinker, Razionalità, 2021, cap. IV (le cinque interpretazioni della probabilità, razzi Ariane).

  26. Pinker, Razionalità, 2021, cap. IV (operatori probabilistici, Sally Clark, Ken Paxton). 2 3 4

  27. Pinker, Razionalità, 2021, cap. IV (fallacia dell’accusatore, O.J. Simpson). 2

  28. Pinker, Razionalità, 2021, cap. IV (euristica della disponibilità, dread risk, Our World in Data). 2 3

  29. Pinker, Razionalità, 2021, cap. IV (oltraggio alla comunità, sapere comune).

  30. Pinker, Razionalità, 2021, cap. IV (fallacia della mano calda).

  31. Pinker, Razionalità, 2021, cap. IV (fallacia del cecchino texano, p-hacking).

  32. Pinker, Razionalità, 2021, cap. IV (illusione del cluster, Joe DiMaggio).